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Progetto “Io voglio solo originale – lo sviluppo di internet e la contraffazione in rete”

STAI BENE SE PREVIENI – LO SVILUPPO DI INTERNET E LA CONTRAFFAZIONE IN RETE
Partecipa gratuitamente agli eventi formativi che sono presenti sul
sito www.iovogliosolooriginale.it e da oggi accessibili online su:
http//www.iovogliosolooriginale.it/i-corsi

realizzazione del progetto “ Io voglio solo originale – lo sviluppo di internet e la contraffazione in rete”,

relativo all’intervento  nell’ambito del Programma Generale denominato Regione Lazio per il cittadino consumatore VI

finanziato con i fondi del Ministero dello Sviluppo Economico – ripartizione 2018 – ai sensi del D.M. 12 febbraio 2019.

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La ConfConsumatori in pista per difendere i cittadini danneggiati dagli allagamenti del Turano.

La ConfConsumatori in pista per difendere i cittadini danneggiati dagli
allagamenti del Turano. Il dito dell’ associazione è puntato sul gestore della
diga del Turano, la Erg.
«Le autorità di gestione della diga – spiegano i legali dello sportllo di Rieti –
hanno deciso di spalancare le porte alle acque del lago, determinando, come
prevedibile, l’ allagamento di buona parte della Piana Reatina e zone limitrofe,
costringendo alla chiusura di ponti e strade essenziali per l’ accesso e l’ uscita
dalla città».
La volontà dell’ associazione è di approfondire quanto successo, per tutelare i
consumatori, che questa volta sono proprietari di abitazioni, spazi commerciali
o di terreni.
«Appare strano – afferma l’ avvocata Francesca Tilli, responsabile dello
sportello di Rieti della ConfConsumatori – come solo all’ esito di innumerevoli
ed eccezionali intemperie, sebbene la diga già da tempo sembrasse aver
raggiunto un consistente volume, siano state aperte le paratie in un momento
in cui la città era già sovraccarica dalle eccessive piogge». I disagi e i danni sono ormai sotto gli occhi di tutti e
proprio da qui partirà il lavoro dei legali reatini, che si dichiarano pronti a schierarsi per eventuali azioni legali.
«ConfConsumatori – conclude Tilli – si batterà per salvaguardare i diritti dei consumatori nonché per formulare una
eventuale richiesta di risarcimento dei danni causati a persone e beni.
Resta attiva la nostra e-mail info@confconsumatoririeti.it per ricevere tutte le segnalazioni e richieste di
appuntamenti». Non resta che attendere ulteriori sviluppi, ma di sicuro in relazione ai danni e alle polemiche
sollevate dagli allagamenti, gli strascichi legali in questa vicenda, al momento, sembrano molto probabili.
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WindTre down in tutta Italia: cosa sta succedendo

WindTre down in tutta Italia: cosa sta succedendo
Disservizi sulla linea della compagnia telefonica Wind Tre, impossibili chiamate e messaggi in entrata e in uscita
Oggi pomeriggio tutta Italia è in “Wind down”. La rete della compagnia telefonica ha smesso di funzionare su tutta la Penisola, non permettendo nessuna chiamata né in entrata né in uscita. Sono migliaia le segnalazioni degli utenti sul sito DownDetector, specializzato nella rilevazione dei malfunzionamenti dei servizi.
Il guasto avrebbe avuto inizio intorno alle 16 di oggi, mercoledì 3 febbraio, e non sembra ancora essere stato risolto. Moltissimi abbonati WindTre stanno lamentando problemi alla linea telefonica, ma i disservizio riguardano anche la rete internet.
Secondo i grafici di DownDetector, si registra tuttora un picco di segnalazioni con oltre 7.500 utenti che nell’ultima mezz’ora hanno ravvisato disservizi. Per il 71% dei casi si registrano difficoltà a ricevere o inoltrare chiamate e messaggi, mentre per il 19% si tratta dell’assenza di internet e per il 7% un blackout totale.
Sempre dal sito Downdetector, che raccoglie tutte gli avvisi e dà informazioni in tempo reale sullo stato e sui problemi di tutti i tipi di servizi di telecomunicazione, la mappa evidenzia come il disservizi sia di carattere generale poiché ha colpito l’intera Nazione.
Inutile rappresentare gli innumerevoli disagi che stanno affrontando i consumatori abbonati.
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False mail in materia di coronavirus – Allerta della Polizia Postale –

False mail in materia di coronavirus – Allerta della Polizia Postale –

Si informa che in questi giorni il servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha allertato tutti gli enti pubblici e privati che si stanno diffondendo due nuove truffe informatiche via mail e watsapp, che utilizzano il tema del coronavirus per catturare l’attenzione dei destinatari.

Si tratta di un messaggio di posta elettronica che invita ad aprire un file dal nome:

CoronaVirusSafetyMeasures.pdf.

La sua reale estensione non è PDF ma si tratta di un un file eseguibile.exe che comporta il download di contenuti spazzatura, ed una volta installato consente la gestione da remoto del PC di chi ha aperto il file (Virus RAT)
E di un messaggio di posta elettronica che invita i destinatari ad aprire un file formato DOC, nel quale sono riportate alcune precauzioni volte ad evitare il contagio da Covid 19, a firma della dottoressa Penelope Marchetti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si tratta di un malware della famiglia “Ostap” e viene nascosto in un archivio javascript, che cattura i dati sensibili dell’ utilizzatore inoltrandoli agli autori della frode.
Prestate la massima attenzione nel verificare la presenza di mail sospette nella propria posta elettronica, e si raccomanda di evitare accuratamente di aprire gli allegati che questi messaggi contengono, anche se hanno l’aspetto di file comuni come Word e PDF

Format online

 

Il Messaggero Rieti

 

RietiLife

 

Corriere di Rieti

 

Confconsumatori Nazionale

 

Confconsumatori Lazio

 

Mostra meno
— condividendo un aggiornamento sul COVID-19.
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Mamma ho perso la privacy

AL VIA IL PROGETTO “MAMMA HO PERSO LA PRIVACY”
Coinvolti gli studenti, professori e genitori dell’Istituto Omnicomprensivo Ragioneria di Castelforte (LT), dell’Istituto San Leone Magno di Roma (RM) e del Liceo Scientifico L.B. Alberti di Minturno (LT)
Iniziano gli incontri informativi del progetto di Confconsumatori “Mamma ho perso la privacy”, realizzato con i Fondi Regione Lazio e nato per sensibilizzare i più giovani alla tutela dei dati personali su internet e sui social. Il 20 novembre 2020 saranno i ragazzi dell’Istituto Omnicomprensivo Ragioneria di Castelforte a partecipare all’incontro organizzato dall’associazione, che verrà riproposto anche il 3 dicembre 2020 nell’Istituto San Leone Magno di Roma e, infine, l’11 dicembre 2020 al Liceo Scientifico L.B. Alberti di Minturno (LT).
IL PROGETTO – La Confconsumatori Lazio con i Fondi della Regione Lazio PO FSE 2014-2020 realizzerà 3 incontri tenuti da esperti, finalizzati al coinvolgimento degli studenti (ma anche professori e genitori) per rafforzare le competenze e le conoscenze sulla rete e sulla tutela della privacy. Il progetto si propone, infatti, di attirare l’attenzione dei ragazzi su come possono essere captati ed utilizzati i propri dati personali e spiegare, in modo semplice, quali possono essere i rischi legati all’uso di internet e dei social. “Lo scopo principale – ha dichiarato l’avvocato Barbara D’Agostino, presidente di Confconsumatori Lazio – sarà quello di sensibilizzare i giovani su come sia particolarmente “facile” perdere la propria privacy con i possibili rischi legati ad una fruizione distorta dei propri dati”.
GLI INCONTRI – Sarà organizzato per ciascun Istituto un incontro informativo della durata di due ore in modalità FAD/DAD e quindi nel pieno rispetto delle prescrizioni di sicurezza legate al Covid – 19. Importante sarà anche la possibilità di realizzare una attività didattica con modalità interattive con i ragazzi/studenti e con il coinvolgimento anche dei professori e genitori che vorranno partecipare. Con l’utilizzo delle piattaforme informatiche si spiegherà il significato di privacy e come provvedere per la sua tutela. A intervenire saranno esperti dell’associazione e in particolare il Dott. Alicino Marco – esperto informatico Project Leader – e il Dott. Gianfranco Pinos – Analista Criminale strategico ed operativo presso Dipartimento Della Pubblica Sicurezza Ministero dell’Interno, che porrà l’attenzione sui pericoli tenendo conto degli specifici profili di legalità.
Il progetto è realizzato con i Fondi Regione Lazio PO FSE 2014-2020 nell’ambito dell’Avviso pubblico “Social media. Opportunità e rischi per i giovani legati all’utilizzo della Rete” Asse III – Istruzione e formazione – Priorità di investimento 10) i) – obiettivo 10.1 Avviso DD G08471 del 19/06/2019.
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Mercatone Uno: Consumatori disperati, Confconsumatori informa!!

Confconsumatori risponde alle domande più frequenti che i consumatori pongono agli sportelli: l’associazione garantirà assistenza

 

Rieti, 31 maggio 2019 – Confconsumatori sta ricevendo diverse richieste di consumatori danneggiati dal fallimento del Mercatone Uno e si è attivata per offrire assistenza nelle diverse casistiche di seguito sintetizzate.

«Oltre alle gravi conseguenze per i lavoratori, – ha commentato l’avvocato Francesca Tilli Presidente dello Sportello Confconsumatori Rieti – hanno avuto ripercussioni anche i consumatori che avevano acquistato, pagando degli acconti, senza ricevere l’ordine. Un’ulteriore problema, poi, si profila per quegli acquirenti che hanno stipulato contratti di finanziamento collegati all’acquisto e ora si trovano a dover pagare le rate, pur senza aver avuto il bene ordinato».

 

FAQ: le risposte alle domande più frequenti:

Ho acquistato in un negozio Mercatone Uno senza mai ricevere la merce

Puoi presentare domanda di ammissione al passivo del fallimento. Confconsumatori può assisterti nella procedura, il termine per l’ammissione al passivo è il 20 settembre 2019.

Se hai pagato con carta di credito e non hai mai ricevuto il bene conviene rivolgersi alla banca della carta utilizzata e chiedere l’annullamento dell’operazione e la restituzione della somma versata.

Ho acquistato online sul sito di Mercatone Uno senza mai ricevere la merce

Puoi recedere entro 14 giorni dalla consegna della merce: dunque, non essendo avvenuta, l’acquirente è ancora in tempo per esercitare il recesso e chiedere il rimborso da parte dell’operatore della carta di credito o della Banca che ha autorizzato il pagamento a distanza.

Ho acquistato al Mercatone Uno con finanziamento senza mai ricevere la merce

Se, per l’acquisto, hai sottoscritto un contratto di finanziamento, la legge prevede il diritto del consumatore a chiedere la risoluzione del contratto di credito e la cessazione delle rate, inoltre la finanziaria ha l’obbligo di rimborsare al consumatore le rate già pagate.

Confconsumatori si attiverà inoltre col curatore per chiedere, se possibile e in tempi rapidi, che la curatela decida di adempiere al contratto consegnando e installando i mobili ai consumatori che chiederanno l’adempimento offrendo il pagamento del saldo.

 

Per una prima assistenza è possibile rivolgersi alla sede di:

CONFCONSUMATORI SPORTELLO DI RIETI

Viale L. Matteucci 10/f – 02100 Rieti (RI)

Telefono: 0746 / 274818

Email: info@confconsumatoririeti.it

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La bufala dei 35 euro in bolletta? Qualcosa di vero c’è. Ecco come difendersi

Un addebito di 35 euro in arrivo sulle nostre bollette elettriche di tutti noi che servirà ad appianare il buco lasciato da quegli utenti che non pagano la luce. È la bufala che sta girando da qualche giorno sui social, insieme all’invito a non pagare o a decurtare questa cifra dell’importo da saldare. Le associazioni di consumatori mettono in guardia. «È pericoloso invitare a non saldare la bolletta – dice Franco Conte, responsabile del settore energia per Confconsumatori -. Il rischio è quello di ritrovarsi con la luce staccate e magari di finire, come ultimo step, di fronte al giudice».

Qualcosa di vero però c’è. «La fake news che sta girando nasconde una parte di verità, che potrebbe riguardare in futuro anche altri tipi di utenze delle famiglie. Il meccanismo è già applicato a quelle dell’acqua» spiega l’esperto. In concreto, le morosità nel servizio idrico adesso sono già inserite nelle bollette idriche di tutti noi. Il prossimo passo potrebbe riguardare l’elettrico e poi il servizio dei rifiuti (Tari).

Cosa è successo  

Per quel che riguarda il caso attuale delle bollette della luce, tutto è partito da una delibera dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) che è in consultazione fino al 26 febbraio. Vuol dire che è in visione e riceverà i pareri delle associazioni dei consumatori entro settimana prossima per poi ottenere il via libera dall’organismo (la data non è nota). L’Autority, relativamente a questa delibera, punta a inserire nelle utenze elettriche delle famiglie le morosità di quelle società della luce che non hanno pagato gli oneri di sistema. Quindi le morosità non sono delle famiglie e degli utenti che non hanno saldato il conto della luce, come invece sostiene la bufala che sta circolando in rete, ma di aziende che vendono il servizio ai clienti finali e che sono in debito sugli oneri da versare allo Stato. Gli oneri in pratica sono i costi per far arrivare la luce nelle nostre case e che lo Stato chiede, dopo vari passaggi, alle società elettriche. Queste società, in genere quelle molto piccole, a causa delle morosità dei clienti finali si sono ritrovate con mancati pagamenti e con degli esborsi importanti da fare allo Stato. Il buco ammonterebbe a 200 milioni. Ora l’Autorità punta a inserire questi ammanchi nelle bollette di tutti noi. Le associazioni di consumatori sono sul piede di guerra. «Ci opporremo a questa delibera – dice Conte – . Se passa potrebbe essere applicata anche ad altri settori, per esempio ai rifiuti e la Tari potrebbe aumentare».

L’aumento in bolletta  

Sui social network e attraverso testi inviati dal cellulare con WhatsApp si parla di un addebito di 35 euro sulla bolletta della luce di aprile che è appunto finalizzato a coprire i debiti degli utenti morosi. «E’ difficile fare un calcolo preciso – dice l’esperto -. Tuttavia i 35 euro sono una cifra molto importante, pensiamo piuttosto che nel caso questa delibera passi, la voce in più da pagare sarà di pochi centesimi». L’esperto però prosegue: «Si tratta di un aumento esiguo, tuttavia siamo contrari al principio che potrebbe passare, vale a dire quello di caricare ulteriormente le bollette elettriche anche con i costi che spettano ad altri. Per questo, la mezza-bufala che sta girando potrebbe rivelarsi un’alleata dei consumatori. L’Autority non potrà non tener conto del grande polverone che si è sollevato».

Come difendersi  

L’unica via è quella di far sentire la propria voce. Molte associazioni di consumatori hanno già predisposto moduli appositi di diffida da indirizzare all’Autority. Avranno sicuramente l’effetto di far riflettere l’organismo che dovrà decidere in materia. Nel caso di cifre «non corrette» addebitate al cliente, la via è invece quella solita della contestazione della fattura.

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Oneri in bolletta: Confconsumatori si rivolge al Tar

Confconsumatori impugnerà le decisioni di Arera: “l’interpretazione dell’Autorità delle sentenze è infondata”. Ingiusto far pagare i cittadini.

Rieti, 26 febbraio 2018 – Non è accettabile (né fondato) che il consumatore finale paghi il rischio d’impresa delle Aziende. Pur prendendo le distanze dalla fake news divenuta virale in questi giorni, Confconsumatori interviene sulla notizia, in questo caso accertata, della decisione di Arera di attribuire ai consumatori una parte di oneri generali di sistema che alcuni venditori di energia inadempienti non hanno versato ai distributori.

Confconsumatori si opporrà in tutti i modi, anche impugnando davanti al Tar le delibere di Arera già assunte e gli Atti attualmente in consultazione, per contestare quello che ritiene essere un vero e proprio abuso ai danni dei cittadini” dichiara Mara Colla, presidente di Confconsumatori.

Per Confconsumatori la decisione di Arera, oltre che inaccettabile come principio, appare infondata. “Arera ha disatteso di fatto la sua funzione di tutela del consumatore finale finendo per favorire le società – ha aggiunto l’avvocato Franco Conte, responsabile settore Energia e Utenze di Confconsumatori – Infatti, le sentenze del Tar e il Consiglio di Stato, a nostro avviso, non hanno in nessun modo sancito la liceità di far ricadere i costi di oneri generali non corrisposti da utenti morosi su altri clienti. Le sentenze stabiliscono solo il principio generale secondo cui “ogni utente nel proprio contratto deve avere la voce oneri generali”, che sono comunque relativi alla singola posizione e alla singola utenza. Mentre, invece, l’Autorità ha ritenuto di dover regolamentare nel senso di “spalmare” il mancato recupero di questi oneri in base al principio solidaristico su tutti i consumatori. Va precisato che i venditori sono società di diritto privato che svolgono una attività imprenditoriale assumendosene anche il relativo rischio”.

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ConfConsumatori

Ci battiamo per far valere i diritti dei Consumatori.

 

 

LA STORIA CONFCONSUMATORI

“Le leggi da sole non bastano, occorrono i cittadini che sappiano usarle, che sappiano valersi dei propri diritti”

Biagio Morelli, fondatore Confconsumatori, maggio 1966

“Oggi celebriamo una ricorrenza, non solo per ricordare ma per riaffermare l’impegno civico, gratuito e solidale, lungimirante ed essenziale che i nostri Fondatori assunsero verso la comunità.

Oggi riceviamo e accettiamo una preziosa eredità, per averne memoria ed esserne degni continuatori”

Mara Colla, Presidente Confconsumatori, maggio 2016


LogoCONF40esimodefNel 2016 Confconsumatori ha tagliato il traguardo dei 40 anni di attività dalla fondazione nel giugno 1976. La storia dell’associazione è costellata di momenti che hanno inciso profondamente nello sviluppo del consumerismo in Italia e nella faticosa creazione di una coscienza civile collettiva che ancora oggi è lontana dal traguardo immaginato dallo sguardo lungimirante del fondatore Biagio Morelli.

Non ci siamo fermati per ricordare, ma ricordiamo per continuare a fare“: con questo slogan Confconsumatori ha deciso di dedicarsi alla celebrazione del proprio Quarantennale, per recuperare i valori e i principi fondanti oltre che i risultati più significativi raggiunti e permettere alle prossime generazioni di continuare il cammino tracciato fino ad oggi.

Tutto sul Quarantennale di Confconsumatori

Ecco i contenuti realizzati dall’associazione in occasione della celebrazione del Quarantennale; altri due eventi sono in programma nell’autunno-inverno 2016.

SLIDECOMMENTO40ENNALESCARICA LA RELAZIONE DI ACCOMPAGNAMENTO ALLE SLIDE

le slide sono state proiettate in occasione della celebrazione del Quarantennale. La relazione è stata letta da Mara Colla, presidente di Confconsumatori con contributi di Francesca Arnaboldi, vicepresidente dell’associazione e altri testimoni come i giornalisti Paolo Del Debbio e Giancarlo Loquenzi.

Le slide proiettate sono visibili qui sotto, mentre il commento è scaricabile nella relazione a sinistra:

 

SCARICA LA LOCANDINA DELL’EVENTOProgramma - DEF

Il Quarantennale si è tenuto allo Starhotels du Parc il 28 maggio 2016 con il patrocinio del Comune di Parma. Tra gli ospiti intervenuti anche la testimonianza di un risparmiatore truffato che, nel tempo, è divenuto un esperto di finanza e investimenti e ora affianca l’associazione nelle sue battaglie;

LEGGI IL COMUNICATO DI LANCIO DEL QUARANTENNALE

Nel comunicato, oltre alle informazioni sul Quarantennale, è contenuta una breve sintesi delle prime battaglie, in particolare di quella sullo sciopero “rosa” del Parmigiano, il primo organizzato dai consumatori in Italia) e dei risultati più significativi raggiunti in 40 anni di attività.

GUARDA TUTTE LE FOTO DEL QUARANTENNALE

Scorri le foto pubblicate nell’album sulla Pagina di Facebook di Confconsumatori

GUARDA IL SERVIZIO ANDATO IN ONDA SU TV PARMA


 IL FONDATORE DI CONFCONSUMATORI, BIAGIO MORELLI

Biagio Morelli 1937-1994
Biagio Morelli è nato in provincia di Ascoli Piceno nel 1937. Si è laureato a pieni voti in Giurisprudenza all’Università di Firenze nel 1962. Gli studi compiuti e l’esperienza lavorativa svolta, ancora studente, presso il Centro Studi della CISL a Fiesole lo portarono a fare quella che lui definiva “scelta di campo”: la rinuncia alla carriera di Docente universitario appena intrapresa per occuparsi delle problematiche di carattere sociale, politico e culturale del consumerismo, la cui nozione era all’epoca pressoché sconosciuta. In questo ambito ha particolarmente trattato i temi dell’alimentazione, della qualità e sicurezza degli alimenti, oltre a quelli relativi all’uso di beni durevoli, come la casa, arrivando a fondare l’associazione APIA, a tutela degli inquilini, nel 1970.

Dal 1964, collabora con l’allora Rettore dell’Università di Parma prof. Carlo Bianchi alla nascita di un “Centro Studi e Ricerche sulla Nutrizione e gli Alimenti” dell’Università di Parma, di cui diventa Segretario Generale. In questa veste promuove l’approfondimento e la collaborazione tra i centri di studio e ricerca e il mondo economico e sociale in materia di nutrizione e sicurezza alimentare. Organizza numerosi Convegni e Congressi: è del 1968 il primo convegno nazionale del Centro sul tema “I controlli di qualità delle industrie alimentari”. Nel 1973 propone la realizzazione di un “Centro Residenziale Nazionale per l’Educazione Alimentare”.

L’attività congressuale e pubblicistica sulla stampa nazionale persegue, da un lato, l’obiettivo di sollecitare le istituzioni ad affrontare in modo globale e coordinato temi strategici, come quello dell’educazione e dell’orientamento alimentare; dall’altro lato, l’obiettivo di informare i consumatori sui propri diritti in quanto cittadini.

Fonda nel 1976 la Confconsumatori, di cui è Presidente fino alla sua morte. Affermava Biagio Morelli: “Esistono nel nostro Paese le condizioni per la costruzione di un’aggregazione dei consumatori i quali, potendo disporre delle necessarie informazioni, sono capaci di superare la sterile e isolata protesta e di compiere scelte responsabili e consapevoli, così affermando i propri diritti senza padrini e senza deleghe”. Con questo imprinting, nell’ottobre 1976 fu proclamato, con grande successo, il primo sciopero dei consumatori, con cui Biagio Morelli diede forma alla protesta di 437 donne di Parma che decisero di sospendere il consumo del parmigiano-reggiano per contrastare il raddoppio del prezzo dovuto a operazioni di aggiotaggio da parte di alcuni operatori del settore. Tale iniziativa ebbe grande risonanza anche all’estero, come documenta l’articolo “Italy: Cheesy Scandal” dell’8 novembre 1976, pubblicato sul periodico statunitense Time.

In questi anni, fa parte del “Comitato Interministeriale Prezzi”, collabora alla “Consulta parlamentare per i problemi del consumo”, è membro del “Consiglio Consultivo degli utenti presso l’Ufficio del Garante per l’editoria” e collabora alla stesura del “Codice su TV e minori”.

Fra le ultime iniziative realizzate vi è un’articolata campagna di educazione alimentare che la Confconsumatori ha condotto all’inizio degli anni ’90 avvalendosi di diversi mezzi di comunicazione (convegni, seminari, radio e televisione, pubblicazioni divulgative, eccetera), valutando anche l’interesse e l’efficacia dei messaggi. Questa è l’eredità che Biagio Morelli ha lasciato alla Confconsumatori e a tutti noi e fa parte di una pubblicazione curata dalla Confconsumatori e uscita nel 1995, con il titolo “Di bene in meglio” con il patrocinio e il contributo del Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali.

Biagio Morelli viene a mancare, dopo breve malattia, nel novembre del 1994.

Biagio Morelli a un convegno a Parma nel 1965

Biagio Morelli a un convegno a Parma nel 1965.

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Scandalo diamanti: via ai risarcimenti

L’attesa pronuncia dell’Antitrust è il punto di svolta per i risparmiatori che da tempo cercano giustizia: Confconsumatori in campo

Hanno convinto i consumatori che l’investimento sul diamante fosse solido e sicuro, ma l’Antitrust ha fatto luce sulla scorrettezza di imprese venditrici e banche per informazioni ingannevoli e omissive. Ieri, 30 ottobre, l’Antitrust ha finalmente concluso due lunghe istruttorie e si è pronunciata in tema di vendita di diamanti da investimento irrogando pesanti sanzioni alle società venditrici e alle banche. Una decisione attesa, che apre prospettive di risarcimento per i consumatori danneggiati.

Le stesse banche e società che, fino a qualche giorno fa rispondevano alle lettere inviate dalle associazioni dei consumatori sostenendo la correttezza del proprio operato, ora sono state smentite all’Antitrust.

Infatti, l’Autorità, ritenendo gravemente ingannevoli ed omissive le modalità di offerta dei diamanti come forma di investimento, ha sanzionato per complessivi 15,35 milioni di euro le società Intemarket Diamond Business (IDB) e Diamond Private Investment (DPI), unitamente agli istituti di credito con cui rispettivamente operavano, cioè Unicredit e Banco BPM (per IDB) e Intesa Sanpaolo e MPS (per DPI), per aver indotto talune fasce di risparmiatori all’acquisto di questa tipologia di prodotti, incuranti del rispetto delle norme a tutela dei consumatori ed a prezzi di vendita di molto superiori rispetto al reale valore dei diamanti.

COSA FARE – Confconsumatori, che da anni si occupa di tutela dei risparmiatori “traditi”, sta predisponendo ogni azione utile ad ottenere il rimborso delle cifre investite per l’acquisto di diamanti. Si invitano, pertanto, tutti coloro che sono risultati coinvolti nella vicenda a prendere immediati contatti con le sedi di Confconsumatori per avviare le più opportune tutele.

Confconsumatori si riserva, inoltre, di costituire l’associazione e i propri risparmiatori come parte civile nel caso in cui si arrivi al rinvio a giudizio a seguito dell’indagine della Procura di Milano ora in corso.